Al momento stai visualizzando SECONDA PARTE: Il Coronavirus COVID19: un nemico creato da noi?

SECONDA PARTE: Il Coronavirus COVID19: un nemico creato da noi?

COME NASCE UN NUOVO VIRUS GENETICAMENTE MODIFICATO

 

Per comprendere devo prima di tutto spiegare brevemente, per i non addetti ai lavori, cosa sono i virus. I virus sono i parassiti intracellulari più piccoli esistenti in natura, parliamo delle dimensioni di nanometri (1 nanometro= 1 miliardesimo di metro), per cui sono esclusivamente visibili al microscopio elettronico. I virus sono costituiti essenzialmente da un nucleo di materiale genetico o “genoma virale” (DNA o RNA) racchiuso in un contenitore che ha il doppio ruolo di proteggerlo nell’ambiente extracellulare e di permettere la sua penetrazione nelle cellule da parassitare.

 

Nel genoma virale c’è un progetto, c’è l’informazione, inscritta con un linguaggio biochimico, di tutto il processo, che il virus deve far eseguire alla cellula ospite, al fine di potersi replicare. Nel progetto c’è anche l’informazione di quale specie deve infettare.

 

Una modifica dell’informazione genetica, chiamata tecnicamente “mutazione”, si traduce in una modifica di tutto il processo di replicazione, comprese le proteine che vengono fatte sintetizzare dalle cellule che vengono parassitate.

 

Per esempio il coronavirus Covid19 per poter infettare l’uomo ha dovuto modificare due nuove proteine strutturali e una nuova proteina di superficie. Per ottenere questo risultato ha dovuto modificare l’informazione inscritta nei suoi geni.

 

Per modificare l’informazione inscritta nei geni del virus (DNA o RNA), o di qualsiasi altro organismo vivente, c’è bisogno di agenti mutageni.

 

Senza agenti mutageni non si creano mutazioni e, di conseguenza, non ci sono cambiamenti.

Gli agenti mutageni, sono agenti fisici o chimici che inducono le cosiddette “mutazioni” nel materiale genetico. Gli agenti mutageni, quindi, modificano l’informazione inscritta nel materiale genetico.

 

Conosciamo vari agenti artificiali con i quali è possibile aumentare notevolmente la frequenza con cui avvengono le mutazioni.

 

Questi agenti mutageni fisici o chimici, negli esseri pluricellulari, come nell’essere umano, favoriscono l’insorgenza del cancro e di altre patologiementre negli esseri monocellulari, come i batteri, o negli esseri subcellulari, come i virus, aumentano le loro “chance” o “probabilità” di evolvere, quindi di adattarsi a nuovi ambienti e, di conseguenza, a nuovi organismi da parassitare.

 

Ricordati, quindi, questo concetto importante, perché ti ritornerà molto utile per comprendere le dinamiche sottostanti al Covid19: l’aumento della frequenza delle mutazioni rappresenta un evento sfavorevole per gli organismi pluricellulari, mentre rappresenta una formidabile arma di adattamento alle variazioni ambientali per gli esseri monocellulari (batteri, etc.) o subcellulari (virus).

 

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento. “ Darwin

 

Per comprendere la complessità e la difficoltà di riuscire a fare il “salto di specie”, immagina che il nuovo virus, in questo caso il Covid 19, debba trovare la combinazione perfetta per aprire la cassaforte di una nuova specie. Cassaforte ben protetta da una combinazione estremamente complessa.

 

Nel caso specifico il Covid19 è riuscito anche a trovare la combinazione giusta per adattarsi esattamente al recettore ACE2 delle cellule delle basse vie respiratorie umane.

Le probabilità, pertanto, di riuscire a raggiungere l’obiettivo del salto di specie, “per caso”, in condizioni naturali sono praticamente quasi zero. Questo almeno fino a quando in Natura qualcosa, che vedremo, è cambiato.

 

In condizioni normali una mutazione è un evento raro, si può calcolare che si verifichi circa ogni miliardo od ogni 100 milioni di duplicazioni geniche.

 

Faccio un esempio per chiarire. Immagina un concorso, come ad esempio il totocalcio, in cui, però, per vincere bisogna azzeccare il risultato esatto di 25 partite di calcio, non delle tradizionali 13. Se non giochi mai, le probabilità di vincere sono zero. Se giochi una volta all’anno, le probabilità sono vicine allo zero. Ma se giochi tutti i giorni miliardi e miliardi di volte, provando diverse combinazioni, aumenta notevolmente la probabilità di fare 25.

 

Come già detto conosciamo vari agenti mutageni che aumentano notevolmente la frequenza di mutazione e che si possono usare in laboratorio per ottenere obiettivi più o meno leciti. Ma, questa strada, anche perché non sono un esperto del settore, non la approfondisco. Oltretutto, c’è da comprendere anche il perché negli ultimi decenni sono aumentati sempre più questi eventi denominati “salti di specie”.

 

C’è, infatti, qualcosa che abbiamo cambiato e che continuiamo a cambiare, nella Natura, che sta aumentando notevolmente le frequenze di mutazione, con tutte le conseguenze che questo comporta.

 

Nel 1856, a Londra, William Henry Perkin produce la prima sostanza chimica artificiale. Si trattava di un colorante sintetico, un’ammina aromatica, risultata poi responsabile dell’insorgenza dei tumori alla vescica. Fino al 1856, tutto ciò che esisteva in Natura, nell’acqua, nell’aria, nel suolo e nel cibo era quello che veniva prodotto da Madre Natura.

 

Attualmente le sostanze chimiche sintetiche industriali che possiamo trovare sul mercato e in Natura, nella biosfera, sono oltre 140 mila, moltissime di esse sono prodotte al ritmo di diversi milioni di tonnellate all’anno. Quasi tutte queste sostanze sono state introdotte con prevalenti logiche di mercato e di profitto, senza una preventiva valutazione dei costi e benefici dal punto di vista sanitario.

 

La biosfera, l’unico posto conosciuto dell’universo in cui è possibile la vita, un giardino meraviglioso che dovremmo tutti migliorare, si riempie in continuazione, ogni anno, di migliaia e migliaia di nuove sostanze chimiche sintetiche e anche di tossici derivanti dalla combustione di fossili a causa di scelte produttive e tecnologiche guidate esclusivamente da logiche economiche di profitto.

 

Moltissimi di questi agenti nocivi li troviamo, consequenzialmente, nelle varie matrici ambientali e, perfino, nelle matrici biologiche degli esseri viventi. Moltissimi di questi sono mutageni, quindi aumentano la frequenza di mutazione.

 

Esistono diversi studi scientifici, effettuati in diverse parti del mondo, soprattutto in donne, bambini, embrioni, feti e cordone ombelicale, che documentano un’importante carico corporeo chimico “Chemical Body Burden” della popolazione.

 

Tutti gli esseri viventi del pianeta terra sono attualmente esposti ad un vero e proprio bombardamento chimico e fisico. E molti di questi agenti, come già detto, sono mutageni.

Faccio, per brevità, solo un esempio della letteratura scientifica per evidenziare quanto riferisco. In un articolo apparso sulla prestigiosa rivista medico-scientifica “New England Journal of Medicine” del mese di marzo del 2011, si documenta che sono stati trovati più di 300 sostanze chimiche industriali nel cordone ombelicale dei neonati analizzati. Tra l’altro si afferma: “Negli ultimi decenni l’aumento dell’incidenza di alcuni tumori infantili, come leucemia e tumori cerebrali, può essere imputata ad un’esposizione prenatale a sostanze cancerogene ambientali – nel sangue del cordone ombelicale sono stati rilevati più di 300 prodotti chimici industriali”.

 

Si è, quindi, realizzata la prima condizione per la realizzazione della pandemia, cioè per la nascita di virus geneticamente modificati a causa dell’aumento incredibile della pressione mutagena a cui tutti gli esseri viventi sono esposti, per le ragioni già evidenziate.

 

Ora conosciamo una causa importante che ha determinato l’inizio del processo che può portare a una nuova epidemia da nuovi agenti biologici patogeni.

 

Il passo successivo, se vogliamo uscire più velocemente da questa emergenza ed evitare ulteriori rischi è agire sulle cause.

 

È possibile invertire la rotta intrapresa cambiando i nostri stili di vita e la nostra economia. Vedremo meglio nei prossimi articoli.

IL CONTATTO RAVVICINATO CON L’UOMO

La seconda condizione per “il salto di specie” è che ci sia un contatto ravvicinato fra le due specie (ad esempio, dal pipistrello all’essere umano).

 

Questo avviene sempre più facilmente a causa della notevole deforestazione in atto in tutto il mondo, dei cambiamenti climatici, della distruzione di interi ecosistemi e delle sempre più diffuse abitudini di catturare gli animali selvatici che vengono spesso venduti vivi in mercati affollati.


Tutti fenomeni, anche questi, figli di un’economia e di un mercato privi di regole e che ubbidiscono esclusivamente alla legge dell’economia e del business.

 

Nell’articolo di domani affronteremo l’altra condizione particolarmente importante e strategica per la diffusione di un’epidemia: PERCHÈ LA POPOLAZIONE È SEMPRE PIÙ DEBOLE E SUSCETTIBILE?

 

Lascia un commento