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PRIMA PARTE – La Storia del Coronavirus, COVID 19, mancanza di scientificità, proporzione e coerenza.

PRIMA PARTE

 

“Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi”
Eraclito

 

Le forti emozioni, soprattutto quando sono negative, rendono stupidi anche le persone più intelligenti.

 

La paura è sicuramente una delle emozioni che più di ogni altra distorce la realtà, paralizza la nostra capacità di pensare e promuove scelte e comportamenti istintivi, che non raramente possono essere pericolosi e dannosi per sé e/o per altri.

 

La paura può uccidere, sia direttamente che indirettamente. La paura, fra i vari effetti, mina gravemente la funzionalità dei nostri organi e del nostro sistema immunitario.

 

Il grado di compromissione del sistema immunitario è in funzione della durata e dell’intensità della paura.

 

La paura è in realtà diventato un potente alleato del Covid19 e, soprattutto, di tutte le gravi malattie, attualmente, lontane dai riflettori dei mainstream.

 

Purtroppo non si muore di solo Covid19, magari fosse così. E non esistono morti di serie A e morti di serie B.

 

L’intensità della nostra paura è direttamente proporzionale alla percezione del rischio e quest’ultima è fortemente influenzata dai mezzi di informazione di massa, che hanno letteralmente terrorizzato buona parte della popolazione.

 

La percezione del rischio ha indubbiamente un ruolo strategico in ogni scelta umana.

Certamente sarai d’accordo con me che sono le nostre scelte a determinare il nostro destino. Il nostro presente è determinato dalle scelte del passato e il futuro dipenderà dalle scelte che stiamo facendo nel presente.

Le nostre scelte, a livello individuale e collettivo, sono condizionate da una valutazione, non raramente inconsapevole, del rapporto rischi/benefici.

 

Saper distinguere il rischio reale dal rischio percepito
è, pertanto, fondamentale e strategico
per qualsiasi scelta, quindi, per qualsiasi risultato.

 

Solo con uno stato d’animo sereno si riesce a comprendere l’abissale differenza fra la percezione del rischio e il rischio reale.

 

La percezione del rischio, o rischio percepito, è del tutto soggettivo e può allontanarsi notevolmente dal reale rischio.

 

A volte temiamo delle attività o degli agenti che non sono in realtà pericolosi e non temiamo, al contrario, attività o agenti che sono estremamente nocivi e pericolosi.

C’è chi ha paura dei topi, chi degli insetti, chi degli uccelli, chi degli spazi chiusi, chi degli spazi aperti, chi dei serpenti, chi di salire su un aereo etc.

 

Ora è estremamente diffusa, direi pandemica, la paura del coronaviruscon gravi conseguenze sulla salute psicofisica individuale e sociale, come recentemente denunciato da diverse centinaia di psicologi e psichiatri (isolamento, depressione, suicidi, disoccupazione, violenza, aggressività, senso d’impotenza, disgregazione della comunità, senso di inadeguatezza, ansia, stress e patologie correlate)

Per evitare di fare scelte errate, gravide di conseguenze negative, e per fare, invece, scelte informate dalla verità, quindi, dal reale rapporto dei rischi/benefici, gravide di conseguenze positive, è indispensabile conoscere il rischio reale.

 

Se questo discorso è importante a livello individuale, lo è ancora di più a livello collettivo, sociale e istituzionale, se non altro per la responsabilità, la vastità e l’entità delle conseguenze, nel bene o nel male.

 

Il rischio reale rappresenta la probabilità oggettiva di subire dei danni per la realizzazione di un evento, conseguente ad azioni o ad omissioni.

 

Il rischio reale combina due aspetti concorrenti: il danno, cioè l’entità delle conseguenze negative, e la frequenza (o probabilità) del suo avverarsi.

 

In termini matematici il Rischio R è il prodotto di due fattori, la probabilità (o frequenza) di a ccadimento P e l’entità del danno M (o magnitudo) che determina.

R = PXD

 

Il rischio reale è quindi il prodotto della probabilità (frequenza) di accadimento dell’evento moltiplicato per la gravità delle conseguenze.

 

Una valutazione dei rischi obiettiva e scientifica è preliminare e, soprattutto, indispensabile perché è l’unico percorso che permette di orientare, selezionare e calibrare le scelte o le omissioni, con coerenza e proporzionalità, secondo una scala di priorità.

Bisogna avere sempre la consapevolezza che la soluzione ottimale è quella che prevede i minimi rischi e i maggiori benefici, non in una visione di ricaduta settoriale, limitata nel tempo (a breve termine) e nello spazio, ma in una visione olistica, con ricadute positive, nel tempo (medio e lungo termine), per il maggiore numero di persone, inclusa l’intera nazione od umanità, compresa l’intera biosfera.

 

Se non uso questo metodo razionale di analisi e di valutazione dei rischi/benefici con una visione olisticale scelte adottate, nella peggiore delle ipotesi, diventano completamente inefficaci, nella migliore delle ipotesi, permettono di ridurre i morti, ad esempio con o per Covid 19, ma con il risultato contemporaneo, come effetto collaterale, di un aumento notevole del numero dei morti, per molte altre malattie, sia a breve che, soprattutto, a medio e lungo termine (infarti, suicidi, tumori, malattie dell’apparato cardiovascolare etc.). I fatti e la storia lo dimostrano e lo dimostreranno sempre più.

 

Dott. Claudio Pagliara oncologo

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