Dott. Claudio Pagliara

Dott. Claudio Pagliara Oncologo, esperto di Medicina Olistica ed Autore del libro “La via della guarigione”

CATEGORIA: Medicina Olistica

L’arte Reale, diventare Re di se stesso: la via della guarigione

L’arte Reale, cioè l’arte di diventare il  Re ed il padrone di se stesso.

Si tratta di  imparare a diventare il vero padrone ed il vero responsabile di se stesso:  del proprio corpo, dei propri pensieri,  delleproprie convinzioni, delle proprie emozioni, dei propri sentimenti, dei propri valori, dei propri obiettivi e dei propri comportamenti.

Non siamo nati per essere schiavi, non possiamo e non dobbiamo essere vittime passive degli altri o delle circostanze.

Ciascun essere umano è nato per essere libero.

In ciascun essere umano  è inscritto nel proprio DNA un percorso che porta dall’estrema dipendenza, tipica del neonato, alla massima libertà ed indipendenza, che è lo stato naturale di ciascun essere umano adulto,  maturo, sano e produttivo.

Ciascuno di noi, quando è nato, era l’essere vivente più  fragile e dipendente esistente sulla faccia della terra.

L’uomo quando nasce ha così poche competenze innate che è completamente indifeso, non riesce a correre, non riesce a riconoscere pericoli e nemici, non riesce a nascondersi, non riesce a nutrirsi da solo. Per moltissimi anni ha bisogno di qualcuno che pensi a lui. Durante questo lungo periodo ha bisogno di cibo, di attenzioni, di essere accudito, di essere toccato, di essere istruito, di essere amato.  Senza tutto questo muore o si ammala gravemente.

L’uomo nasce, quindi, completamente dipendente, ma è programmato geneticamente per essere indipendente e libero.

E’ la libertà che rende concreta la vera dignità dell’essere umano e, quindi, di ciascuno di noi.

Tutto ciò che alimenta la ricchezza  e la gloria dell’umanità è frutto dell’azione indipendente di menti libere.

Purtroppo, molte  volte, è ancora vero quello che sosteneva Jean-Jacques Rousseau: “L’homme est nè libre mais partout il est dans les fer”  ( l’uomo è nato libero, ma ovunque è in catene).

Siamo stati programmati geneticamente per essere liberi, ma spesso veniamo programmati culturalmente per essere schiavi delle circostanze, degli idoli che ci vengono proposti od imposti, o degli altri.

Il primo dovere-diritto  di ciascuno di noi è quella di fare una vera e propria dichiarazione d’indipendenza: l’indipendenza del territorio sacro del proprio corpo e della propria mente.

la vera libertà, la vera gioia e la vera salute iniziano da qui.

So che l’associare la libertà alla salute per molti è strana, nuova ed incomprensibile,  ma mi impegno a chiarire questa interdipendenza fondamentale ,che si può riassumere nel concetto che non c’è vera salute se non c’è vera libertà,  in successivi post.

“Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo” J.W.Goethe

Le catene più pericolose da cui liberarsi sono le catene invisibili, le noste catene interne, spesso rappresentate, prima di tutto, dalle false convinzionitrasmesseci dalla cultura passivizzante che pervade la nostra società.   Generalmente, nella nostra cultura, le emozioni, gli stati d’animo vengono considerati come la normale reazione alle varie circostanze di vita. Secondo questa visione , quindi, sono gli eventi e le persone che casualmente incontriamo nel corso della nostra vita, variabili indipendenti dalla nostra volontà, che determinano i nostri stati d’animo, le nostre emozioni ed i nostri sentimenti.

Nessuno insegna come diventare padroni del proprio mondo interno perchè, in fondo, questa è una possibilità che viene implicitamente scartata.

La maggior parte della gente, quindi, più o meno inconsciamente, non ritiene di avere la possibilità e, di conseguenza, la capacità di diventare padrone di se stesso, per cui, all’insegna di queso senso di impotenza, non fa nulla e si lascia andare.

State certi che se non siamo noi a governare il nostro cervello, ci sarà sicuramente qualcun altro che lo farà al posto nostro. In quest’ultimo caso si vive   in balia degli altri e/o degli eventi, si finisce per essere utili idioti al servizio di forze  estranee ai nostri sogni   e ci si adatta a trascinare la vita ed avivere in modo reattivo.

Ciascun essere umano deve essere l’unico e vero responsabile di se stesso, dei propri pensieri, delle proprie convinzioni, delle prorpie emozioni, dei propri sentimenti, delle proprie azioni, dei propri successi od insuccessi, della propria salute e della propria vita.

So che quanto appena riferito può sconvolgere molti, ma questa è la prima e vera rivoluzione Copernicana che bisogna fare per riappropriarsi di se stesso, della propria vita e del proprio futuro.

Chi non riesce a raggiungere questo obiettivo, detto altrimenti, di imparare ad essere proattivo, può anche essere apparentemente l’uomo più potente che si conosca, ma in realtà sarà sempre e comunque un uomo debolissimo, fragilissimo e schiavo di forze a lui estranee.

Nessun successo, esclusivamente esteriore, potrà mai riempire il profondo vuoto interiore.
Le apparenze e la realtà non sempre coincidono.

Da esseri reattivi bisogna imparare a diventare esseri proattivi (siamo stati programmati geneticamente per questo).  Cioè da esseri che reagiscono alle circostanze ad esseri che, in funzione di obiettivi chiari e qualificanti, non reagiscono ma agiscono creando  le circostanze favorevoli alla realizzazione dei propri sogni. Non dimenticatevi mai che c’è una scintilla Divina in ciascun essere umano.

Per sviluppare con efficienza ed efficacia qualsiasi capacità, compresa naturalmente l’arte Reale, devo preliminarmente essere convinto di tre cose essenziali in merito a ciò che voglio imparare a fare, ed in particolare:

1) che me lo merito;

2) che è possibile;

3) che ne sono capace;

Qualsiasi capacità dell’essere umano, compresa quella di diventare padrone di se stesso , è  realizzabile se sono profondamente convinto delle tre verità appena riferite ed il risultato ottenuto sarà direttamente proporzionale  all’impegno, alla fede, alla motivazione ed al tempo che dedico per il suo sviluppo.

La vita non nega nulla, ma non da nulla per nulla.

E’ difficile ottenere qualcosa di veramente importante nella vita senza impegno e senza sacrifici.

Per controllare con efficacia l’ambiente esterno bisogna prima di tutto saper controllare con efficacia il nostro ambiente interno.

Questa è l’unica strada che si può e si deve percorrere per promuovere realmente la nostra libertà, la nostra dignità, la nostra salute ed il nostro vero potere.

Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente

(lettera ai Romani 12,2)

E’ come dire credete ed  investite sempre su di voi, ed in particolare sull’autonomia del vostro cervello e del vostro cuore.

Nel prossimo post vedremo le tecniche necessarie per acquisire l’arte reale e per diventare re di se stesso.

Fatemi sapere cosa pensate perchè questo mi aiuta a calibrare ciò che scriverò prossimamente.

Nasciamo Principi e diventiamo rospi: la via della guarigione

E’ proprio vero:

Nasciamo Principi e la civiltà ci trasforma in rospi.”

Nasciamo ricchi e con il tempo diventiamo poveri.Nasciamo per Vivere, con la V maiuscola, e spesso trasciniamo la vita.

Cerchiamo di capire perchè.

L’essere umano, per chi ha fede, è costituito ad immagine e somiglianza di Dio. Per chi lo valuta esclusivamente dal punto di vista scientifico, al di là delle proprie convinzioni religiose, l’essere umano è indubbiamente il frutto più perfetto, meraviglioso e completo dell’evoluzione biologica iniziata tre miliardi e mezzo di anni fa.

Ogni volta che sentiamo il primo vagito di un bambino, dobbiamo sempre ricordarci che questo esserino meraviglioso non ha solo nove mesi, bensì nove mesi più tre miliardi e mezzo di anni di esperienza iscritti nel suo DNA.  Questo perchè con i cromosomi ereditati dai suoi genitori eredita l’esperienza di tre miliardi e mezzo di anni di vita sulla terra di tutti i suoi antenati.

Il passato di tutti questi antenati continua a vivere con i suoi geni.

Con il patrimonio genetico ereditiamo un progetto di Vita, un libretto di istruzione che contiene informazioni scritte, con un linguaggio biochimico, che programma non solo il nostro meraviglioso corpo ma anche i nostri straordinari obiettivi psico-biologici, con i conseguenti comportamenti, volti a realizzare le nostre divine potenzialità , tra cui la  libertà e  la realizzazione di veri e propri miracoli.

Questo ricco patrimonio di esperienze passate è inscritto con un linguaggio biochimico nel patrimonio genetico di questo nuovo esserino meraviglioso.

Anzi più che di un libretto di istruzione ereditiamo la più grande e la più diffusa enciclopedia attualmente esistente.

Esiste nel nostro patrimonio genetico una quantità incredibile di informazioni iscritte con un linguaggio particolare. Non esiste solo il linguaggio Italiano, Inglese, Giapponese, Cinese, esiste anche il linguaggio Biochimico.  Nel patrimonio genetico di questo meraviglioso bambino di cui parlavamo, è stato calcolato che vi sono ben tre miliardi di caratteri, corrispondenti ad una enciclopedia di tre milioni di pagine, presenti in ogni sua cellula del suo corpo.  Un’adulto ha 50.000 miliardi di cellule, trattasi, quindi, dell’enciclopedia più grande e più diffusa presente nell’universo conosciuto.

In biologia c’è una legge molto conosciuta che afferma che lo sviluppo ontogenetico ( lo sviluppo di ciascuno di noi) ricapitola, in forma abbreviata, lo sviluppo filogenetico (lo sviluppo della vita sulla terra, fino ai giorni nostri).

E’ come se, ogni bambino che nasce, portasse con sè una “valigia” di tutte le esistenze precedenti.

Tutto il nostro passato è dentro di noi ed è sempre con noi: quanto detto è valido sia per la storia del singolo individuo che della specie e, naturalmente, anche della vita nel nostro pianeta.

Ciascuno di noi ha le tracce di questa meravigliosa e straordinaria storia della nascita e dell’evoluzione della vita sul nostro pianeta Terra.

Il non riuscire a vedere le tracce delle nostre esperienze, come singoli individui, come specie e come esseri viventi, non vuol certamente dire che per questo non esistono.  Molte volte le cose bisogna conoscerle per riuscire a vederle.

Lo sviluppo delle conoscenze permette di leggere sempre più il nostro passato dallo studio  di queste tracce lasciate lungo il percorso delle storia.

Per esempio attraverso un semplice esame del sangue è possibile sapere se un determinato individuo ha avuto l’esperienza dell’incontro con un determinato batterio o virus. Pensate al test per la rosolia, per la tbc, per l’epatite virale o per l’hiv.

Grazie alle moderne tecniche anche un resto fossile di esseri animali o vegetali di diverse decine di milioni di anni fa, intrappolato nell’ambra, permette, con lo studio del suo DNA, di avere numerose informazioni sul nostro passato.

Le cose sconosciute spesso ci sfuggono, anche se sono sotto i nostri occhi, le guardiamo e non le vediamo. Se non le conosciamo, non le cerchiamo e, quindi, non le vediamo e la conseguenza naturale è che per noi è come se non esistessero.

Tutta questa premessa (esistono numerosi altri dati presenti nel mio libro che dimostrano quanto affermo in questa  straordinario sito)  serve semplicemente a farvi capire che ogni essere umano è stato geneticamente programmato per le cose difficili, per superare grandi ostacoli, per non avere limiti e per fare miracoli Culturalmente, invece, spesso veniamo programmati per credere di essere molto limitati, per imparare a scansare ostacoli, per evitare i problemi e per condurre una vita comoda e facile.

La nostra società in buona parte patologica, patologica nei limiti in cui ci trasmette convinzioni e valori patologici  (questo è  un problema che eventualmente potremo approfondire in altre occasioni),  nel trasmetterci queste convinzioni limitanti sulla nostra identità e sul tipo di vita che è desiderabile vivere,  irretisce, inevitabilmente, il pieno sviluppo delle nostre straordinarie potenzialità.

E’ come dicevamo all’inizio nasciamo ricchi e diventiamo poveri, perchè non utilizzando i nostri eccezionali e sconosciuti talenti li perdiamo.

C’è un principio della biologia che dovrebbero conoscere tutti quanti:  ciò che si usa si sviluppa, ciò che non si usa si perde.

ogni essere umano, in quanto unico ed irripetibile, è un insieme meraviglioso unico ed irripetibile di limiti e di potenzialità. E’ compito di ciascuno di noiconoscersiper individuare e sviluppare le proprie particolari e straordinarie potenzialità e per superare i propri specifici limiti.

Ciascuno di noi nasce con dei talenti straordinari che per lo più  restano inespressi, perchè non sapendo di averli  non vengono utilizzati e sviluppati. Con il tempo, come un muscolo inutilizzato (pensate a cosa succede ad un arto ingessato)  questi straordinari talenti sono destinati ad affievolirsi fino a scomparire.

Se, invece, diventiamo consapevoli che siamo nati per fare miracoli, sono sicuro che ciascuno di noi imparerà, con il tempo e con l’impegno, a realizzare veri e propri miracoli.  Quando la natura (la genetica) e la cultura si incontrano anche le montagne si spostano.

 

Come nella fiaba ritengo che l’amore ha il potere magico di ritrasformare il rospo in principe. 

 

Ricordatevi sempre la vostra vera natura e lottate con amore,  senza farvi mai abbattere, per farla .

Le tue potenzialità, conoscerle per vincere: la via della guarigione

Devo confessarvi che nella mia lunga esperienza di medico e di oncologo (oltre 30 anni di attività) ho visto tanti, ma veramente tanti,  prima, cadere e, poi, non  avere la forza di alzarsisolo perchè non erano consapevoli della grandezza del proprio essere.

Essere  incapaci di capire le enormi potenzialità presenti in ciascun essere umano, non è una questione banale o marginale, ma è determinante in merito ai risultati, nella vita privata, sociale e professionale,  che ciascuno di noi ha e avrà nel corso della propria vita.

La  consapevolezza della propria vera straordinaria identità, in quanto esseri umani, è la vera differenza che fa la differenza tra coloro che si realizzano nella vita e coloro che conducono una vita completamente insoddisfacente.

Molti di voi si staranno chiedendo come sia possibile che questa diversa consapevolezza in merito alla propria identità possa essere così importante dal determinare un così diverso ed opposto destino.

Esistono diversi esperimenti significativi che dimostrano quanto detto.

La  più conosciuta è quella di Roshental e Jacobson fatta in una scuola.

Furono somministrati alcuni test ai ragazzi al fine di individuare i più promettenti, ed agli insegnanti furono date false informazioni sui risultati dei test. Il nome dei ragazzi risultati più promettenti  furono in realtà scelti a caso.

La cosa straordinaria, che emerse, era che i ragazzi scelti a caso come i migliori diventarono veramente i migliori, migliorarono notevolmente i loro rendimenti scolastici ma anche le loro capacità intellettive.

Le aspettative degli insegnanti avevano modificato, attraverso messaggi soprattutto inconsci,l’identita’ dei ragazzi individuati come i più promettenti.

I ragazzi, scelti a caso come i più promettenti, modificarono le loro credenze su se stessi in merito alle loro capacità ed alle loro potenzialità.

Questo fece la differenza.

Questa diversa consapevolezza, questa diversa fiducia in sè li portò ad un maggiore impegno, una maggiore perseveranza, un maggiore interesse per l’apprendimento ed alla fine ad avere obiettivi più alti ed entusiasmanti.

Ecco perchè, pur scelti a caso, diventarono i migliori.

Lo stesso discorso vale per coloro che, affetti da malattie più o meno gravi, sono convinti di guarire perchè hanno fiducia nelle proprie potenzialità di guarigione.

Sono convinti della loro capacità di guarire e con più probabilità guariscono.

La persona che gli altri vedono in voi, soprattutto quelli più autorevoli per voi stessi, guida la vostra identita’ ed i vostri conseguenziali pensieri, emozioni e comportamenti.

Il modo in cui gli altri pensano a voi influenza il modo in cui voi pensate a voi stessi.

E’ vero anche viceversa, il modo in cui pensate a voi stessi influenza il modo in cui gli altri pensano a  voi.

Da questa influenza reciproca, capite bene che si possono creare circoli virtuosi o viziosi.

Questo deve fare molto riflettere sulla responsabilità del ruolo dei genitori o degli insegnanti, ma anche del ruolo e della responsabilità che ciascuno di noi ha verso se stesso.

Le nostre credenze sulla nostra identità, ed in particolare su ciò che possiamo o non possiamo fare, determinano ciò che facciamo o non facciamo ed i limiti entro cui ci muoviamo e viviamo.

Pertanto se vogliamo ampliare i nostri limiti dobbiamo rivedere la nostra vera identità.

Ricordiamoci sempre che agiamo in funzione di chi crediamo di essere, a livello conscio ed inconscio (vi consiglio di leggere a questo proposito il mio precedente post sul potere dell’inconscio).

Naturalmente il  meccanismo riferito funziona in senso positivo ma anche in senso negativo.

Se crediamo di non essere capaci a fare qualcosa non ne saremo capaci. Se, invece, crediamo di essere capaci ne saremo capaci. E’ solo questione di impegno e di tempo.

Agiamo sempre in coerenza con le nostre convinzioni profonde sulla nostra identita’.

“Possono perchè credono di potere.”   Publio Virgilio

Ritengo sempre fondamentale che tu  ti possa sempre ricordare che sei stato programmato geneticamente:

  • per fare le cose difficili;
  • per superare grandi ostacoli;
  • per essere libero;
  • per fare miracoli;
  • per non avere limiti.

Credi in te e nei tuoi sogni questa è la base per essere comunque  felici, per  Vivere con la V maiuscola e per non trascinare mai la propria vita.

L’inconscio, conoscerlo per vincere: la via della guarigione

Cerchiamo di fare chiarezza su

che cos’è l’inconscio?

come funziona?

qual’è la sua sede?

Credo che ce ne sia  bisogno se si vuole veramente  utilizzare al meglio le grandi potenzialità di questa parte importante di ciascuno di noi.

E’ come avere una Ferrari e non sapere come funziona, rimarrà  sempre li, con delle potenzialità inespresse.

Oltretutto ho notato che tantissimi hanno le idee errate o, comunque, confuse,  in merito alla sede ed al funzionamento dell’inconscio.

Prima di tutto va superato il concetto Freudiano di inconscio.

Per Freud  si doveva intendere per inconscio il complesso dei contenuti e dei processi che non affiorano alla coscienza (su questo si può essere d’accordo) e che non sono quindi controllabili razionalmente ( questa  parte va rivista alla luce delle nuove conoscenze scientifiche).

Non solo perchè l’inconscio ha una sua perfetta logica e razionalità, ma anche perchè è più corretto dire non controllabili volontariamente; In verità  anche questo non è perfettamente vero perchè c’è un dialogo continuo tra la nostra parte conscia ed inconscia, con reciproca influenza e che , con varie tecniche, si può controllare volontariamente.  Ma non voglio addentrarmi troppo nel tecnico in questa fase.

Andiamo sulle cose ora più pratiche.

L’inconscio è una funzione del nostro cervello.

Molte volte per capire come funziona il nostro cervello bisogna vedere cosa succede in determinate malattie.

Esistono dei pazienti affetti da cecità corticale (è una forma di cecità dovuta a lesioni da trauma cranico, da tumori  o da ictus che danneggiano la corteccia occipitale, esattamente nel luogo deputato alla percezione visiva consapevole) che sono affetti da   ”blind-sight” o “visione cieca”.

Questi pazienti sono ciechi, sanno di esserlo e si comportano di conseguenza, in quanto, per il danno cerebrale a livello della corteccia visiva, non sono consapevoli della percezione visiva.

Sottoposti a determinati stimoli od a tutta una serie di esperimenti si comportano come dei sensitivi, nel senso che dimostrano di avere la capacità di vedere ciò che non vedono.

Questi pazienti dimostrano di avere una elaborazione, anche se inconscia, delle informazioni visive a cui vengono sottoposti e questo si evidenzia nei loro comportamentipur non essendone loro consapevoli.

Per esempio, chiedendo  di afferrare degli oggetti, i pazienti riescono ad orientare e ad adattare la presa delle loro mani alla posizione, alla forma ed alla dimensione dell’oggetto presentato.

Con tutta una serie di altri esperimenti si è verificato che questi pazienti non vedono con la parte consapevole del loro cervello ma vedono con la parte cosidetta inconscia.

Questo succede perchè le informazioni visive al sistema nervoso centrale, non sono dirette solo alla corteccia, ma anche a tutta una serie di strutture sottocorticali, che elaborano queste informazioni in modo inconscio, al fine di tenere conto anche   di queste informazioni  quando si devono fare delle scelte o si  devono dare delle risposte.

Quanto riferito ci fa capire che si realizza costantemente una elaborazione inconsapevole delle informazioni che arrivano al nostro sistema nervoso e che una parte importante del nostro comportamento è frutto di una elaborazione ed integrazione a diversi livelli sottocorticali.

La coscienza regna ma non governa ……. pensate a chi comanda veramente  in Inghilterra.

Ponete attenzione, in questo momento, a tutte le informazioni che arrivano al vostro sistema nervoso centrale attraverso i vostri vari organi di senso (rumori, suoni, odori, immagini fuori dal vostro campo di lettura, posizione delle vostre gambe etc.) edi cui non siete consapevoli o, almeno, non eravate consapevoli fino a quando la vostra attenzione era rivolta a quello che stavate leggendo.

Delle informazioni di cui sopra non eravate consapevoli perchè si fermavano nelle strutture cerebrali sottocorticali.

Si crea, quindi, in ogni momento della nostra vita,  anche un’elaborazione delle informazioni che si svolge a livello sottocorticale, conseguenzialmente  inconsapevole e che realizza ricordi inconsapevoli.

Il nostro inconscio non dimentica nulla delle esperienze che facciamo, siamo noi che crediamo di dimenticare, e questo  solo perchè non ce ne  ricordiamo più consapevolmente.

L’informazione proveniente dai recettori per essere cosciente deve arrivare a livello della corteccia cerebrale, ma non sempre arriva qui e, comunque, non arriva solo qui.

Esiste, quindi, una sensibilità inconsciente che informa le parti inferiori del nostro cervello. Questasensibilità inconsciente viene anche memorizzata in modo inconsapevole ed è anche per questo cheil nostro cervello apprende molto di più di quello che crediamo di apprendere in ogni esperienza e sa sempre molto di più di quello che crediamo di sapere.

Si può essere inconsapevoli di una parte del mondo e senza saperlo e senza volerlo, si può apprendere qualcosa da esso e su di esso.

In continuazione ci sono cose che percepiamo e di cui non siamo consapevoli e che, comunque, producono effetti in noi ed intorno a noi, al di fuori del nostro controllo e della nostra volontà.

Il nostro sistema nervoso centrale viene ad accumulare conoscenze che sono ignorate dalla parte consapevole.

Per questo il nostro cervello sa anche quello che ignoriamo.

Si crea in questo modo una conoscenza inconsapevole che condiziona e determina le nostre scelte e la nostra vita al di fuori del nostro controllo.

Quanto riferito aiuta senz’altro a fare un pò di più luce sull’inconscio e ci apre la strada per  capire che  :

  • La coscienza è una grande macchina per cancellare e selezionare
  • L’inconscio è una grande macchina per non dimenticare.
  • l’invisibile è sempre più importante del visibile.
  • la verità  libera, è rivoluzionaria e crea coerenza
  • la coerenza  crea potere
  • quando la natura (l’inconscio) e la cultura (la consapevolezza) si incontrano anche le montagne si spostano.

Buona riflessione e buona consapevolezza.

Il vaso di Pandora e l’effetto placebo: la via della guarigione

La mitologia greca è fonte di grande saggezza.

Mi piace, in questa sede, ricordare il mito del vaso di Pandora.

Zeus, il padre degli Dei, vuole infliggere una punizione al genere umano accomunandolo a Prometeo, che ha rubato il fuoco agli dei per donarlo agli uomini.  Zeus, quindi, offre a Pandora, bellissima regina greca, un vaso di terracotta, ordinandole di non aprirlo mai.

Ma, si sa, la curiosità è tipica della donna, per cui Pandora, resiste un pò, ma  un giorno, non ce la fa più e  decide di aprire il vaso;  si liberano da esso tutti i mali che fino ad allora erano sconosciuti sulla terra: malattie, dolori, violenze, sofferenze, guerre, invidie etc.

Alla fine, a dimostrazione che nonostante la punizione Zeus amava gli uomini, dal vaso esce la soluzione a tutti i mali: la speranza.

Si tratta non della speranza passiva, cioè della speranza di colui che aspetta passivamente che qualche forza esterna, spinta da pietà o da una semplice supplica, venga a risolvere i propri problemi od i propri  guai. No.

Non siamo su questa terra perchè qualche angioletto lavori e risolva i problemi per noi.

Si tratta della speranza attiva, della speranza che nasce dalla consapevolezza che dentro ciascuno di noi esistono tutte le risorse necessarie per affrontare con efficacia tutti i più grossi malanni e guai che il singolo individuo o l’umanità deve affrontare lungo il suo percorso di vita.

Trattasi di una speranza che impegna e che produce  necessariamente  pensieri, emozioni ed azioni finalizzati   a  trovare la giusta soluzione ai problemi che ci stanno a cuore. 

La speranza attiva risveglia il gigante che stà addormentato dentro ciascuno di noi e rappresenta la vera fonte per lo sviluppo del nostro potere.

La speranza attiva è la chiave per la soluzione di qualsiasi problema individuale o collettivo : vita privata, situazione  finanziaria, malattie, crisi economiche o di qualsiasi altro tipo etc.

L’enorme potere che nasce con la speranza attiva fa miracoli e si  sveglia con l’autostima, con la fiducia in  sè e nelle proprie potenzialità.

La speranza passiva nasce da una scarsa fiducia nelle proprie potenzialità e da una bassa autostima ed alimenta contemporaneamente un senso di impotenza.  Generalmente è la naturale conseguenza di una mancata consapevolezza delle grandi risorse presenti dentro ciascuno di noi e dell’incapacità di afferrare la grandezza del proprio essere.

Non dobbiamo mai dimenticarci di essere fatti ad immagine e somiglianza di Dio, o, se non si è credenti, che siamo il frutto più perfetto e meraviglioso dell’evoluzione di 3 miliardi e mezzo di anni.

Un esperimento particolarmente significativo, per capire come può svilupparsi il senso di impotenza, ce lo forniscono Seligman e Maier che sottoposero un gruppo di cani a delle scosse elettriche inevitabili.

I cani venivano esposti a delle scosse elettriche, a cui non potevano sfuggire in alcun modo, per un numero di volte sufficiente, per sviluppare in loro la convinzione che erano impotenti ad evitarle. Dopo averli condizionati in questo modo, quando li esposero a delle scosse elettriche che potevano evitare, saltando da un compartimento comunicante all’altro, appena si accendeva una luce, non facevano nulla e subivano passivamente le scosse elettriche, al contrario di un gruppo di controllo di altri cani che non erano stati condizionati in senso negativo, per cui alla comparsa della luce saltavano da un compartimento all’altro, evitando così le scosse elettriche. I primi cani hanno subito una forma di addestramento all’impotenza acquisita.

Martin Seligman condusse successivamente un esperimento simile con dei volontari umani esponendoli a dei rumori che non potevano evitare, trovò gli stessi effetti.

Quando si perde fiducia nelle proprie capacità di controllare gli eventi esterni che influiscono su di noi,ci si rassegna e si accetta passivamente tutto ciò che accade.

Quindi tutte le esperienze di vita che vengono vissute come una serie di sconfitte, contro cui non è possibile fare nulla, rischiano di creare questo senso di impotenza acquisita e di provocare conseguenzialmente una scarsa autostima con la convinzione di essere in balia di forze esterne, che è possibile solo accettare passivamente.

Questi meccanismi si possono mettere in moto anche quando si ha la falsa convinzione che contro una determinata malattia non si possa fare nulla.

Diversi studi dimostrano che il senso di impotenza con cui si affronta un’eventuale malattia rappresenta un fattore prognostico sfavorevole.

L’ottimismo, invece, paga e rappresenta un fattore prognostico favorevole.

Seligman indicava un meccanismo simile all’impotenza acquisita nel caso delle “morti Voodoo“, in alcune tribù, in caso di maledizione da parte di un potente stregone. Coloro che erano colpiti da questa maledizione erano certi di morire, per cui si lasciavano andare passivamente, rinunciavano a mangiare, ad impegnarsi, a  lottare, si ammalavano e morivano veramente. Questa è una forma di profezia che si auto-avvera, con la complicità, naturalmente inconscia, del soggetto coinvolto.

La speranza attiva al contrario favorisce qualsiasi processo di guarigione.

Basta pensare all’effetto placebo.

Si intende per effetto placebo l’effetto benefico sulla malattia o sui sintomi a causa dell’assunzione di un finto farmaco. L’assunzione di una compressa di zucchero, di un bicchiere di acqua o di una fiala di acqua distillata può far scomparire un dolore anche grave o migliorare l’evoluzione di diverse patologie. Come nelle morti     “Voodoo”  si tratta di una forma di profezia che si auto-avvera.

La semplce aspettativa di guarigione, da parte del paziente, determina uno stato d’animo che facilita la guarigione, che avviene anche se si somministra un finto farmaco.

Così come esiste l’effetto placebo esiste l’effetto nocebo, cioè l’aspettativa di un peggioramento della malattia, anche se si somministra un farmaco efficace, determina una predisposizione psicologica errata, con uno stato d’animo negativo, che promuove il peggioramento della malattia.

La fede nella guarigione ha, quindi, molte volte, più importanza del farmaco.

Le nostre convinzioni hanno il potere di preparare e di creare la nostra realtà.

le nostre convinzioni diventano la nostra realtà.

Se non siamo soddisfatti della vita che conduciamo la prima cosa da fare è rivedere le nostre convinzioni limitanti. Ciò che riteniamo possibile od impossibile finisce per diventare ciò che si realizza o non si realizza.

Ti invito, quindi, soprattutto quando sei impegnato in battaglie che danno un senso ed un significato alla tua vita a non perdere mai la speranza e la fiducia nelle tue potenzialità.

Credi in te